Chi parla meglio inglese in Europa? La classifica e i motivi

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Se viaggi in Europa, noti subito che in alcuni Paesi puoi chiedere un’informazione in inglese a chiunque, mentre in altri è più difficile. Viene spontaneo chiedersi: il Nord Europa parla davvero un inglese migliore del Sud? E l’Italia a che punto è?

La risposta breve è: spesso sì, ma non sempre. Vediamo i dati e, soprattutto, i motivi.

Secondo l’EF English Proficiency Index 2025, i Paesi Bassi restano al primo posto, seguiti da Croazia e Austria, che hanno entrambe migliorato la loro posizione. La Germania è salita al quarto posto, con uno dei maggiori progressi in Europa.

La top 10 europea è questa: Paesi Bassi, Croazia, Austria, Germania, Norvegia, Portogallo, Danimarca, Svezia, Belgio e Slovacchia.

Nel confronto con l’anno precedente ci sono state sorprese: la Croazia è salita dal quinto posto e l’Austria dal nono, mentre la Norvegia è scesa dal secondo al quinto.

Un avvertimento sui dati: l’indice si basa su 2,2 milioni di persone che hanno fatto il test online EF SET. Chi sceglie di fare un test gratuito su internet non rappresenta l’intera popolazione, quindi la classifica va letta come un’indicazione e non come una verità assoluta.

In generale, i Paesi nordici ottengono risultati molto alti, ma dire che “il Nord vince sempre” è troppo semplice. Nella top 10 ci sono il Portogallo e la Croazia, entrambi nel Sud e nel Sud-Est dell’Europa, e la Grecia è al 20° posto, davanti a Paesi come la Repubblica Ceca.

La geografia conta poco. Contano di più il sistema scolastico, le abitudini con i media e le occasioni concrete di usare l’inglese.

1. Si comincia presto. In molti Paesi europei i bambini iniziano l’inglese alle elementari. Iniziare presto aiuta, ma da solo non basta: servono conversazioni, presentazioni e progetti, non solo esercizi.

2. Film e serie in lingua originale. Nei Paesi dove i film si guardano in originale con i sottotitoli, le persone ascoltano ore di inglese autentico ogni settimana. Dove si doppia tutto, come in Italia, quell’esposizione quotidiana manca.

3. Lingue piccole, bisogno grande. Chi parla una lingua con meno traduzioni disponibili usa l’inglese per giochi, siti, università e lavoro. Per molti olandesi, danesi e croati è una necessità.

4. Viaggi, turismo e lavoro internazionale. Parlare con turisti e colleghi stranieri ogni settimana fa più di anni di sola grammatica.

5. Lingue simili all’inglese. Olandese e tedesco sono lingue germaniche, come l’inglese, e questo aiuta a riconoscere molte parole. Ma non è tutto: la Finlandia ha una lingua molto diversa, eppure è al 12° posto con un punteggio alto.

6. Motivazione e sicurezza. Chi ha uno scopo chiaro (un lavoro, un viaggio, un’università) impara più in fretta. E chi non ha paura di sbagliare parla di più, quindi migliora prima.

7. Il metodo di insegnamento. Si progredisce meglio quando le lezioni includono ascolto, parlato, lettura e scrittura, e non solo grammatica.

Qui i dati sono meno rosei. Nell’EF EPI 2025 l’Italia è al 59° posto su 123 Paesi, con un livello di competenza “medio”, e al 35° su 37 in Europa. Il punteggio è 513, cioè 15 punti in meno rispetto all’anno precedente. Tra i Paesi dell’Unione Europea, nella stessa fascia media ci sono anche Spagna, Francia, Cipro e Lituania.

Il punto debole è soprattutto il parlato. Nel dettaglio dei punteggi italiani, la lettura è a 534, la comprensione orale a 502, la scrittura a 462 e l’espressione orale a 417. In altre parole, molti italiani capiscono più di quanto riescano a dire.

Ci sono anche buone notizie, e sono vicine a noi: il Friuli-Venezia Giulia è la regione con il miglior livello di inglese, mentre Bergamo e Brescia sono le città più forti. Vuol dire che il livello si può alzare, anche in Italia.

Un ultimo dato riguarda i più giovani: gli under 25 italiani risultano sotto gli adulti, e tra i fattori indicati ci sono la poca esposizione quotidiana alla lingua e la scarsa pratica di conversazione.

No. Puoi avere un forte accento e comunicare benissimo, oppure avere una pronuncia perfetta e pochissimo vocabolario. Parlare bene inglese significa:

  • capire gli altri;
  • esprimere le proprie idee con chiarezza;
  • usare il vocabolario giusto;
  • adattarsi a situazioni diverse;
  • sentirsi sicuri quando si parla.

Il livello medio di un Paese non decide quello di una persona. Puoi migliorare con la pratica costante:

  • guarda video e serie in inglese, con i sottotitoli in inglese;
  • leggi di argomenti che ti piacciono;
  • parla senza aspettare di avere la grammatica perfetta;
  • impara frasi utili, non parole isolate;
  • dedica un po’ di tempo ogni giorno.

E soprattutto parla: il parlato è il punto più debole degli italiani, e si migliora solo parlando, con qualcuno che ti corregge.

Fonti principali

  • EF Education First, EF English Proficiency Index 2025: ef.com/epi. Versione italiana: ef-italia.it/epi. Consultato il 21 settembre 2026.
  • EF Education First, Scheda Italia, EF EPI 2025: ef-italia.it/epi/regions/europe/italy. Consultato il 21 settembre 2026.
  • EF Education First, comunicato stampa EF English Proficiency Index 2025 launched, 19 novembre 2025: ef.edu.

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